Ben venga il reddito di inclusione ma i dimenticati sono ancora troppi
Con il completamento dell'ultimo passaggio, anche l'Italia avrà finalmente un embrione di reddito minimo per i poveri a livello nazionale. Per chi si batte da decenni — fin dalla prima Commissione povertà presieduta da Gorrieri nel 1986 — perché questo avvenisse, è sicuramente una buona notizia. L'esistenza di una rete di protezione di ultima istanza è un pezzo importante del sistema di welfare, che ne qualifica il carattere solidaristico e non solo di assicurazione contro i rischi. È anche importante che accanto al sostegno al reddito siano previste attività diversificate di integrazione sociale, che vedano coinvolti più attori locali: dalla formazione all'accompagnamento al lavoro, ai servizi di riabilitazione, al sostegno alla partecipazione sociale.
di Chiara Saraceno
su Repubblica del 30 agosto 2017 

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Boeri: “Gli immigrati regalano un punto di Pil in contributi”. Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, torna a parlare del sistema di accoglienza dei migranti in un’audizione in Parlamento. su La Stampa del 20 luglio 2017.
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Tratta e sfruttamento, l'esercito dei piccoli schiavi invisibili. Nel mondo, una vittima su quattro è un bambino o un adolescente. Lo rivela un rapporto di Save The Children in vista della Giornata internazionale contro la tratta di esseri umani. di Lucio Luca su La Repubblica del 27 luglio 2017.
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Fazio si merita il suo stipendio? Alcune riflessioni su super-ricchi, mercati e meriti. Franzini e Granaglia esaminano il “mercato” in cui opera Fazio e sostengono che le sue caratteristiche sono tali da escludere che i compensi a cui conduce siano accettabili e basati sul merito. di Elena Granaglia e Maurizio Franzini su Eticaeconomia del 13 luglio 2017.
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