Crescono le diseguaglianze tra le donne, dice Chiara Saraceno
Il divario salariale di genere è una articolazione del più generale indice chiamato global gender gap, monitorato anche dall’Onu che nei goals, gli obiettivi mondiali per il 2030 vorrebbe portarlo a zero, realizzando la parità tra i sessi quanto a condizioni materiali e quindi di accesso ad attività e servizi. E proprio l’anno appena trascorso, il 2017, nell’ultimo rapporto del World economic Forum, ha segnato a livello globale un’inversione di marcia dopo un decennio di lievi miglioramenti.
di Rachele Gonnelli su nuovi-lavori.it del 12 febbraio 2019
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Reddito di cittadinanza: a chi va e dove
Istituti di ricerca e associazioni hanno presentato le loro stime sui beneficiari del reddito di cittadinanza. Le differenze riguardano il numero di persone coinvolte e la quota di nuclei monocomponenti. C’è accordo invece sulla distribuzione geografica.
di Massimo Baldini e Lorenzo Lusignoli su lavoce.info del 8 febbraio 2019

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Reddito di cittadinanza: le forti criticità sulla povertà minorile
Il reddito di cittadinanza (RdC), il nuovo strumento di sostegno al reddito per i poveri che sostituirà il ReI presenta tre indubbi aspetti positivi: un maggiore livello di copertura e una maggiore generosità media e una specifica attenzione per chi vive in affitto. A fronte di questi aspetti positivi, ce ne sono altri altamente problematici.Tra questi, uno mi sembra poco messo a fuoco nel dibattito: la scarsa attenzione che questa misura presta alla povertà minorile, che pure è, insieme a quella giovanile, il fenomeno più preoccupante all’interno della diffusione della povertà.
di Chiara Saraceno su Welforum del 4 febbraio 2019

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Un Reddito di Cittadinanza con molti punti critici
Il Reddito di cittadinanza (Rdc) ha assunto finalmente una fisionomia definita. Nel suo percorso ha perso completamente il connotato iniziale di reddito incondizionato e indipendente dalla situazione economica, che garantiva la “libera scelta del lavoro” ed ha assunto le caratteristiche più classiche di una misura di contrasto alla povertà, soggetta a prova dei mezzi e condizionata alla disponibilità al lavoro. Mapresenta una serie di criticità, tra cui:il minor favore nei confronti dei nuclei più giovani e con minori e le difficoltà connesse all’utilizzo di un unico strumento e di un finanziamento indifferenziato per due politiche – il contrasto alla povertà e le politiche attive del lavoro – molto diverse fa di loro. Entrambe queste criticità hanno a che fare, da un lato, con una lettura inadeguata del fenomeno della povertà e delle sue più recenti evoluzioni, dall’altro, con la necessità politica di non rimangiarsi, almeno formalmente, le promesse fatte.
di Maria Cecilia Guerra su EticaEconomia del 31 gennaio 2019

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