Un Reddito di Cittadinanza con molti punti critici
Il Reddito di cittadinanza (Rdc) ha assunto finalmente una fisionomia definita. Nel suo percorso ha perso completamente il connotato iniziale di reddito incondizionato e indipendente dalla situazione economica, che garantiva la “libera scelta del lavoro” ed ha assunto le caratteristiche più classiche di una misura di contrasto alla povertà, soggetta a prova dei mezzi e condizionata alla disponibilità al lavoro. Mapresenta una serie di criticità, tra cui:il minor favore nei confronti dei nuclei più giovani e con minori e le difficoltà connesse all’utilizzo di un unico strumento e di un finanziamento indifferenziato per due politiche – il contrasto alla povertà e le politiche attive del lavoro – molto diverse fa di loro. Entrambe queste criticità hanno a che fare, da un lato, con una lettura inadeguata del fenomeno della povertà e delle sue più recenti evoluzioni, dall’altro, con la necessità politica di non rimangiarsi, almeno formalmente, le promesse fatte.
di Maria Cecilia Guerra su EticaEconomia del 31 gennaio 2019

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Disuguaglianze, in 26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone
A dieci anni dall’inizio della crisi finanziaria i miliardari sono più ricchi che mai e la ricchezza è sempre più concentrata in poche mani. L’anno scorso soltanto 26 individui possedevano la ricchezza di 3,8 miliardi di persone, la metà più povera della popolazione mondiale. Nel 2017 queste fortune erano concentrate nelle mani di 46 individui e nel 2016 nelle tasche di 61 miliardari. Il trend è netto e sembra inarrestabile. Una situazione che tocca soltanto i paesi in via di sviluppo? No, perché anche in Italia la tendenza all’aumento della concentrazione delle ricchezze è chiara.
di Angelo Mincuzzi su Il Sole24ore del 21 gennaio 2019 

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«Se anche la scuola ci divide per ceto è un disastro per tutti»
Il modello delle scuole riservate solo ai figli dei ricchi si diffonde negli States e presto potrebbe crescere anche in Europa. «Ma è un sistema che cristallizza le differenze sociali» denuncia la sociologa Chiara Saraceno
di Emaule Coen su l'Espresso del 16 gennaio 2019<br<

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Quando il lavoro non ferma la povertà
Il governo sembra avere una lettura semplicistica del problema povertà. Il lavoro è senza dubbio la via d’uscita principale, ma i dati ci dicono che per un numero significativo di famiglie aumentare il numero di occupati potrebbe non essere così facile.
di Massimo Baldini e Giovanni Gallo su lavoce.info del 21 gennaio 2018

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